
Qualche scatto rubato ai folli che mercoledì sera si sono presentati in plaestra più un illustre ospite falconiere.
Sono del tutto ignari di cosa li aspetta e che per ora tutto faranno fuorchè scherma, per non parlare di medioevo...
Guy Chabot di Saint-Gelais, futuro secondo barone di Jarnac, si era sposato nel marzo 1540 con Louise de Pisseleu, sorella della duchessa d’Etampes, Anne de Pisseleu d'Heilly, amante di Francesco I. Il futuro delfino, Enrico II, aveva fatto girare alcune indiscrezioni, su istigazione certamente della sua amante Diana di Poitiers, che Chabot doveva alla suocera, Magdelaine di Puyguyon, seconda cognata del padre, il barone Charles Chabot, favori di qualche sorta. La duchessa d’Etampes, chiese reale giustizia per questi chiacchiere ingiuriose. Il colpevole, il Delfino, temeva la rabbia di suo padre, e fu quindi il La Châtaigneraie, amico del delfino e temibile attaccabrighe, che si sacrificò accusandosi d’essere l'autore di queste voci, e che del resto non aveva fatto che ripetere ciò che Guy Chabot gli aveva detto. Chabot non poté, a sua volta, che chiedere al re il permesso di vendicare il suo onore, ma Francesco I lo rifiutò tutta la sua vita, ben cosciente che si trattava soltanto di litigi di donne gelose.
Nel 1547, con l’incoronazione di Enrico II, Chabot rinnovò la sua domanda, che fu allora accolta favorevolmente. La reputazione della Châtaigneraie come spadaccino però era tale che nel frattempo Chabot prese lezioni da uno spadaccino italiano che gli insegnò un colpo di roverso fino ad allora sconosciuto. Questo maestro di scherma aveva anche previsto di sfruttare una debolezza di La Châtaigneraie, una vecchia ferita ricevuta al ginocchio, scegliendo un'arma pesante, la spada a due mani, per stancarlo e rallentarlo nei suoi spostamenti. Il duello ebbe luogo il 10 luglio 1547. (Jarnac non è dunque l'inventore del colpo che porta il suo nome e personalmente non creso che fosse così sconosciuto, probabilmente era poco usato).
L'inizio del confronto fu a favore di La Châtaigneraie, grande favorito, fino al momento in cui Chabot poté mettere in atto questo colpo di roverso, che colpì il ginocchio del suo avversario. Il colpo era regolare e, nella sorpresa generale, Chabot fu dichiarato vincitore.
Si dice che il La Châtaigneraie, pensando di vincere facilmente il duello, aveva previsto di dare un magnifico banchetto il giorno stesso del duello. In ogni caso, fu così tanto umiliato da questa sconfitta che venuta la sera strappò le fasciature della sua ferita e morì nella notte.
Da sempre il buon schermitore s'ingegna a studiare l'avversario, a trovarne i punti deboli e le carenze e su questi basare la strategia. Portare l'avversario dove si vuole, questo è l'essenza della scherma (e di tanti altre competizioni).
Il "Colpo di Jarnac" è diventata una locuzione per indicare un colpo ingegnoso o un trucchetto, anche se, come si è visto, dietro c'è stata tutta un'intelligente preparazione strategica.
Vale
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edit:
Il saluto nella scherma è un segno di civiltà dovuto agli spettatori e reciprocamente alla persona con cui stiamo per schermire. È costume iniziare con esso prima di affrontarsi.L'ideale del cavaliere che sguaina la spada per difendere il debole di turno o il fascino di un duello al tramonto con spada e cappa, con tanto di arbitro e padrini, fanno facimente sognare e battere il cuore. Con questo spirito in molti si sono accostati allo studio delle passate tecniche schermistiche.
Eppure ci tocca essere realisti e saper vedere oltre l'illusione "fare Scherma Storica", perchè non ho ancora incontrato nessuno che "fa veramente scherma storica" (e spero di non doverlo incontrare mai). Fare scherma storica oggi significa accettare l'enorme compromesso di non poter ferire, mutilare o uccidere l'avversario.
Detto ciò è facile capire come la necessità di un compromesso renda vana l'idea di ricreare perfettamente la scherma storica, ma non potendo raggiungere la vera ricostruzione ci possiamo accontentare di realizzarla con la miglior approssimazione avendo nel cuore l'umile coscienza di non poter raggiungere la perfezione. Requisito fondamentale per chi vuole recuperare le tecniche di combattimento del passato non può che essere una mente aperta e curiosa.
Come ricostruire le azioni dei trattati, unici depositari ad oggi della (poca) verità schermistica? Ognuno ha sperimentato e cercato il proprio metodo e la possibilità di incontrarsi e scambiare le idee e le scoperte che ne scaturiscono non fanno che migliorare l'approssimazione.
Perciò AVANTI!
Davanti a noi ci sono i giganti e poco ci importa se gli altri vedono solo mulini a vento, perché noi non ci fermiamo, sappiamo che quel che vediamo altro non è che l’illusione del mago Frestone!
Vale .
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